The entire universe conspires in you favor ॐ
ASTRONOMY DOMINE
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INTERSTELLAR OVERDRIVE
  • "-Tu non ti chiami Vito Chiesa, ma Mario Consoli.- dice il capitano.
    Mario fa la faccia stupita, nega, ribatte, scongiura, s’indigna, supplica, piange sostenendo d’essere Vito Chiesa e di fare l’idraulico. A un certo punto il capitano ordina a un soldato di condurlo in cella. Quella notte stessa lo prelevano, lo fanno entrare in una macchina, partono, Mario riconosce il portone davanti al quale si fermano. […] in quelle stanze i prigionieri vengono sottoposti a torture efferate perché parlino. E’ un’eventualità che Mario ha previsto e alla quale si è, in un certo qual modo, preparato.
    Lo mettono in uno sgabuzzino in cantina, senza luce, senza pagliericcio, solo un paiolo per i bisogni. Dopo tre giorni Mario teme che se lo siano dimenticato, non gli hanno mai dato da mangiare o da bere. Alla sera del terzo giorno gli passano un tozzo di pane e una brodaglia schifosa. A mezzanotte lo prelevano, lo portano dentro una camera insonorizzata, lo torturano sistematicamente per tre ore di seguito. Alla fine il tenente gli chiede il nome di almeno tre compagni. Se li dice, sarà rimesso in libertà. Mario risponde che non ha compagni. Lo riportano giù trascinandolo per le braccia, dato che non sta in piedi. Mario, malgrado tutto, è soddisfatto di sé. Mentre lo dilaniavano, ha capito d’un tratto che l’unica possibilità di resistere era data nell’annullamento di sé come uomo fatto di pensieri, affetti, interessi, ricordi. Consegnare nelle mani del nemico solo un pezzo di carne. Ha funzionato, tanto che se si fosse deciso a parlare non avrebbe potuto fare i nomi dei compagni perché non esistevano più nella sua memoria. […]
    Poi, una volta che è stato riportato nello sgabuzzino privo di sensi, gli capita, nel confuso riemergere della coscienza, di credere che sua figlia gli stia tenendo stretto il dito indice. Infatti quel dito è l’unico pezzo di sé che sente caldo e vivo, tutto il resto del corpo è in preda a un freddo mortale.
    Nel buio, con la mano sinistra si tocca la mano destra e incontra qualcosa di peloso che corre via. Un topo si era posato sul dito e gli aveva dato calore. Per la prima volta, Mario si mette a piangere. Perché sa che non riuscirà più a dimenticare quella sensazione di felicità, che quella sarà il varco dal quale, durante il prossimo interrogatorio, irromperanno memorie e affetti. Impossibile annullarsi, resistere.
    Sa che è perduto, che ineluttabilmente farà i nomi che gli chiedono. E infatti, il giorno appresso, dopo un’ora di tortura, si mette a gridare che la smettano, che parlerà. […]
    Compare un graduato.
    -Vieni. Ti rimettiamo in libertà. Ma prima passiamo dall’infermeria, così sarai più presentabile. Alzati, esci e cammina davanti a me.-
    Mario non sapeva d’avere ancora tanta forza, forse è l’idea che presto rivedrà Maria ad infondergliela. Mentre cammina lungo il corridoio, appoggiandosi con una mano alla parete, il graduato estrae la pistola e gli spara alla nuca."
    (racconto 3) - Il diavolo, certamente. 
    Andrea Camilleri.
  • Di stanotte mi ricordo: io che guardo gli amici e la mia ragazza a ballare la drum con i rasta sciolti che erano una figata; la barista che, frega un cazzo a lei, ci offre le birre; l’ultima canna all’alba nel letto dopo una pasta allo scoglio notturna e il sesso incredibile prima di dormire. 
    E di non aver avuto attacchi di panico, anche se quando siamo partiti c’erano troppe persone con noi e m’era già presa male. Ho avuto culo che in sei se ne siano andati, è stato liberatorio. 
    Ora non sono stanca, ho dormito il minimo indispensabile e domani mattina me ne vado all’Elba a stare da sola. Si vedrà.

  • Pensare agli ansiolitici che devo prendere mi mette ansia.

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  • "Alla fine dell’intro attacco a cantare. E dopo due lemmi d’amore risale l’applauso selvaggio degli italo americani. Ancora troppa saliva, rimugino rincoglionito dall’emozione, ma li fotto lo stesso, sempre così, l’amore li rincoglionisce sempre a questi qui e nessuno saprà mai che… troppa saliva, troppa saliva."
    Hanno tutti ragione · Paolo Sorrentino.
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  • Io non le capisco queste che smaniano e soffrono e tipo si tagliano (e se ne vantano) perché non hanno le cosce che avrebbe solo una dodicenne molto magra o un’anoressica.
    I problemi alimentari esistono, certo.
    Ma sono pronta a scommettere che il 90% di queste ragazzine disagio di tumblr facciano semplicemente scena.
    E allora andatevene un po’ tutte in culo e se avete bisogno d’attenzione, come i bambini quando il fratellino è malato e tutti in casa cagano solo lui, VI PREGO di richiederla nella vita reale, almeno. E basta con quest’idea del mondo Tumblr fatto solo di ragazzi con i maglioni e le vans e di skaters e di mc donalds e starbucks, è una cazzata, non solo un’idea di merda ma anche fattibilisima nella vita vera, è solo che se non uscite di casa cazzo è chiaro che rimarrete a sguazzare nella vostra autocommiserazione.
    PS: abbiamo tutti avuto tredici anni, quindi basta anche con le infamate perché “noi” non capiamo che voi stelline state male e c’avete gli sbalzi d’umore.
    Si chiamano ormoni. Si stabilizzeranno e finirà. Ebbasta!

    Cazzo quasi dimenticavo: STOP with bestemmie forzate and conversazioni palesemente (PALESEMENTE) finte.
    Thanks.

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